Integrazione alunni stranieri - Istituto Comprensivo "D. Manin" Ca' Savio

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Integrazione alunni stranieri

Area Didattica

RETE DEGLI ISTITUTI DEL TERRITORIO SANDONATESE-JESOLANO

Patto educativo sul territorio per Azioni Mirate al Sostegno Linguistico e all'Integrazione degli Alunni Stranieri di Recente Immigrazione

PROTOCOLLO D'ACCOGLIENZA DI RETE DEGLI ALUNNI STRANIERI


Per promuovere la piena integrazione degli alunni stranieri nel contesto sociale e per realizzare il progetto educativo nel rispetto delle pari opportunità, la scuola deve facilitare iniziative in rete tra scuola, enti locali, associazioni no profit. Iniziative ed interventi per agevolare l'inserimento nel tessuto sociale e territoriale non solo degli alunni ma anche delle loro famiglie attraverso:
·   la costruzione di percorsi comuni di formazione
·   il confronto di esperienze
·   proposte di servizi

L'idea nasce per dare una visione unitaria alle attività che si stanno svolgendo nel territorio e per mettere in rete risorse esistenti e potenziarle. La nascita di un  protocollo di rete risulta quindi importante ai fini di un'analisi complessiva degli interventi nei confronti degli alunni immigrati e delle loro famiglie al fine di un riorientamento delle stesse per migliorare il livello di integrazione.
La vera strategia per gestire la presenza di alunni stranieri a scuola e le loro famiglie è la rete. Rete tra istituti, rete con la comunità e la società civile a tutto tondo. Ecco come è possibile far fronte a un fenomeno che negli ultimi anni ha investito il territorio locale e nazionale senza distinzione.  
Destinatari
·   Alunni stranieri di recente immigrazione, nella fascia di età compresa tra i 6 e i 18 anni che necessitano di interventi mirati finalizzati all' accoglienza, alfabetizzazione, integrazione scolastica, orientamento e accompagnamento al lavoro
·   Famiglie di tali alunni che necessitano di azioni mirate finalizzate ad un positivo ed efficace rapporto con l'istituzione scolastica


Situazione di partenza e analisi del contesto:
·   Presenza di alunni di origine straniera nelle scuole del territorio che ha assunto una consistenza numerica attorno al 10% con concentrazioni superiori al 13% in alcune scuole dell' obbligo che segnalano una costante crescita.
·   Ricettività del mercato del lavoro del territorio e l'andamento dei flussi migratori registrati negli ultimi anni porta a definire i Comuni della Rete come città di insediamento piuttosto che di passaggio; un territorio nel quale gli immigrati si stanziano e, trovando condizioni idonee, tendono a ricostruire l'equilibrio rotto con la migrazione e a dar sostanza al loro progetto di vita.
·   Amministrazioni comunali del territorio della Rete attente e propositive rispetto alle problematiche dei flussi immigratori: la Conferenza Sindaci del Veneto Orientale da diversi anni, infatti, realizza, in collaborazione con la Regione Veneto e le dirigenze scolastiche delle scuole di competenza, strategie di intervento e azioni concrete che hanno consentito di affrontare l'emergenza evidenziata dal fenomeno migratorio e nel contempo di sperimentare modelli didattici ed organizzativi e collaudare forme di collaborazione con e per il territorio.
·   Domanda emergente e continua, da parte delle scuole, di interventi mirati e individualizzati rivolti a studenti di recente immigrazione che si inseriscono nel percorso formativo in momenti qualsiasi dell'anno scolastico.


FINALITÀ   
La rete per seguire AZIONI MIRATE DI SOSTEGNO LINGUISTICO AGLI ALUNNI STRANIERI mette a disposizione degli istituti scolastici aderenti:
·   Competenze professionali: docenti con specifica formazione per l' insegnamento dell'Italiano come Lingua2, docenti curriculari, esperti, mediatori culturali , operatori sociali;
·   materiali: test d'ingresso, esercitazioni multilingue per rilevare le competenze, comunicazioni scuola-famiglia, protocolli di programmazione e di valutazione, progettazione di moduli in modalità full immersion, bibliografie ragionate, ecc.;
·   gestione congiunta di alcune attività: proposta di alfabetizzazione intensiva per gli alunni neoarrivati, pacchetti di mediazione linguistica culturale, consultazione didattica, formazione dei docenti.






    Obiettivi specifici
            
·   Definire pratiche condivise all'interno della RETE in tema d'accoglienza di alunni stranieri
·   Facilitare l'ingresso di bambini e ragazzi di altra nazionalità nel sistema scolastico e sociale del territorio
·   Sostenere gli alunni neoarrivati nella fase di adattamento al nuovo contesto territoriale
·   Favorire un clima di accoglienza e di attenzione alle relazioni che prevenga e rimuova eventuali ostacoli alla piena integrazione
·   Promuovere la comunicazione e la collaborazione fra scuole dei diversi ordini e gradi e con il territorio sui temi dell'accoglienza e dell'educazione interculturale nell'ottica di un sistema formativo integrato
·   Realizzare momenti di studio, elaborazione e verifica di modelli organizzativi didattici ed educativi che diano risposta alle nuove esigenze della scuola come comunità educante e come istituzione, anche in ragione delle mutate esigenze dell'utenza
·   Garantire (anche mediante servizi di mediazione linguistica e culturale) rapporti efficaci tra la scuola e le famiglie straniere
·   Favorire il successo scolastico come strategia contro l'abbandono e la dispersione scolastica e come promozione dell' inclusione sociale
·   Garantire stabilità (nel tempo e nello spazio) e certezza (continuativo) di una risposta primaria: occasione strutturata di accoglienza ed integrazione propedeutica a qualsiasi scelta (sia formativa che lavorativa) del/la giovane immigrato/a



COMPOSIZIONE DELLA RETE:
I.C. " R. Onor" San Donà di Piave
I.C. " L. Schiavinato" San Donà di Piave
I.C. " I. Nievo"           San Donà di Piave
I.C. " E. Toti"              Musile di Piave
I.C. " G. Marconi"        Ceggia
I.C.                             Noventa di Piave
I.C.  "E. Mattei"          Meolo
I.C. "E. De Amicis"      Eraclea
I.C. "I. Calvino"           Jesolo
I.C. " G. D'Annunzio"   Jesolo lido
I.C. "D. Manin"        Cavallino- Preporti
Liceo Ginnasio Statale " E.Montale" San Donà di Piave
Liceo Scientifico "G.Galilei"                 San Donà di Piave     
ITIS "V.Volterra"                                     San Donà di Piave
ITCS "L.B.Alberti"                                  San Donà di Piave       
ITG " C. Scarpa"                                     San Donà di Piave
CFP "S.Luigi"                                         San Donà di Piave
CFP "Don Bosco"                                  San Donà di Piave
CFP  di Venezia e Provincia (maestranze edili) San Donà di Piave
IPSSARCT  "E. Cornaro" Jesolo Lido
IPSIA "E.Mattei" Fossalta di Piave

INDIVIDUAZIONE DELL' ISTITUTO SEDE DELLA RETE
……………………………………………………………………………………………………………………………………………………
AZIONI DELLA RETE
Si conviene che le finalità e gli obiettivi della rete vengono raggiunte attraverso l'integrazione delle seguenti azioni:
·   coordinamento degli Enti e Istituzioni scolastiche coinvolte;
·   realizzazione del PROGETTO didattico-organizzativo sopraccitato;
·   gestione del progetto mediante la costante interazione tra i Soggetti firmatari;
·   gestione e reperimento di risorse e competenze professionali;
·   monitoraggio, valutazione e documentazione dell'attività svolta.

MODALITA' DI ADESIONE e DURATA DELLA CONVENZIONE/PROTOCOLLO DI RETE
Gli Enti, Scuole, Associazioni e altri Soggetti istituzionali e non, interessati alla realizzazione delle finalità e degli obiettivi sopra esplicitati, potranno aderire anche in fase successive alla firma della presente convenzione. Le Scuole acquisiranno la delibera di adesione dal Collegio dei Docenti e dal Consiglio di Istituto. Il protocollo di Rete si intende di durata annuale con rinnovo automatico, salvo diversa deliberazione degli organi competenti.

MODALITA' ORGANIZZATIVE TEMPORALI:
SETTEMBRE:  ISCRIZIONE Analisi del contesto e della situazione di partenza in ogni Istituto
NOVEMBRE Rilevazione delle criticità e dei bisogni
1.   Definizione del Gruppo di lavoro ( gruppo referenti) Incontro tra i referenti delle singole scuole aderenti alla Rete in rappresentanza delle Commissioni Accoglienza e, di conseguenza, del Collegio Docenti di ogni singolo Istituto
2.   Co-Progettazione dei percorsi di livello vario
3.   Avvio delle attività di accoglienza, alfabetizzazione, sostegno scolastico, mediazione linguistico-culturale
4.   Contatto da parte delle scuole di mediatori linguistico-culturali per il rapporto scuola/famiglie straniere.
DICEMBRE Incontro tra i referenti delle singole scuole aderenti alla Rete per:
1.   Stanziamenti finanziari previsti
2.   Progettualità di rete territoriali ( Conferenza Sindaci, Provincia,ENTI vari)  
FEBBRAIO Incontro tra i referenti delle singole scuole aderenti alla Rete:
1.   Verifica intermedia dell'andamento dei progetti
2.   Scambio materiali
3.   Raccolta dei dati relativi all'impiego dei mediatori linguistico-culturali
4.   Elaborazione statistica intermedia delle informazioni relative agli iscritti
APRILE Incontro conclusivo tra i referenti delle singole scuole aderenti alla Rete:
1.   Predisposizione progettualità di Rete per l'anno scolastico successivo
MAGGIO Incontro conclusivo tra i dirigenti delle scuole aderenti alla Rete:
1.   Valutazione dei percorsi elaborati e realizzati all'interno delle singole realtà scolastiche aderenti alla Rete  e ai progetti condivisi alla luce di opportuni indicatori di qualità
2.   Elaborazione statistica finale delle informazioni relative agli iscritti e all'impiego dei mediatori linguistico-culturali

IL GRUPPO DI LAVORO ( GRUPPO REFERENTI) è coordinato da un TEAM così composto:
·   due referenti per le Istituzioni scolastiche firmatarie;
·   un referente per il CTP-EDA;
·   un referente designato dal Comune capofila.
·   un referente Conferenza Sindaci Veneto Orientale
·   un referente R.U.E. San Donà di Piave
Il TEAM ha il compito di:
·   programmare le attività annuali;
·   coordinare la progettazione delle azioni e degli interventi della Rete;
·   monitorare in itinere le attività;
·   raccogliere materiale per la documentazione.
L'attività del TEAM si svolge mediante incontri periodici (novembre- dicembre- febbraio- aprile), precedenti le riunioni del GRUPPO REFERENTI.

IL PROTOCOLLO DI RETE delinea prassi condivise di carattere:

A.   Amministrativo e burocratico (l'iscrizione, assegnazione alla classe)
B.   Comunicativo e relazionale (prima conoscenza)
C.   Educativo-didattico (accoglienza, educazione interculturale, insegnamento dell'italiano come seconda lingua. Esame di Stato)
D.   Sociale (rapporti e collaborazioni con il territorio)


A. ISCRIZIONE
GLI UFFICI DI SEGRETERIA:

·   Iscrivono i minori
·   Raccolgono la documentazione relativa alla precedente scolarità (se esistente) e completano la parte anagrafica del QUADERNO DELL'INTEGRAZIONE
·   Acquisiscono l'opzione di avvalersi o non avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica
·   Avvisano tempestivamente la funzione strumentale al fine di favorire le successive fasi dell'inserimento
·   Forniscono ai genitori materiale in più lingue per una prima informazione sul sistema scolastico italiano

MATERIALI

·   Moduli d'iscrizione bilingui
·   Opuscolo di presentazione delle scuole del territorio fornito dalla Provincia di Venezia
·   Quaderno dell'integrazione per ogni alunno straniero




A. CRITERI PER L'ASSEGNAZIONE DELL'ALUNNO ALLA CLASSE


In base al D.P.R. 394/99 art.45 i minori soggetti all'obbligo scolastico vengono iscritti alla classe corrispondente all'età anagrafica, salvo che il Collegio dei docenti deliberi l'iscrizione ad una classe diversa, tenendo conto:
A.   Dell'ordinamento degli studi del Paese di provenienza, che può determinare l'iscrizione ad una classe immediatamente inferiore o superiore rispetto a quella corrispondente all'età anagrafica
B.   Del corso di studi eventualmente seguito dall'alunno nel Paese di provenienza
C.   Dell'accertamento di competenze, abilità e livelli di preparazione dell'alunno
D.   Del titolo di studio eventualmente posseduto dall'alunno.

In riferimento alla normativa (D.P.R. 722/82 art.1   -    C.M.301/89  -  C.M.205/90  -  ) che prevede:
·   Di evitare la concentrazione con "presenza predominante"
·   Di assegnare gli alunni alle classi raggruppandoli, possibilmente, per gruppo linguistico
·   Di non superare il numero di 5 alunni stranieri per classe
·   Sia opportuna solo qualche unità per classe
LA RETE PROPONE DI:
1.   Evitare la concentrazione nella stessa classe di più gruppi linguistici
2.   Distribuire il più possibile le iscrizioni tra le classi (al massimo di 5 alunni per classe)
3.   Tenere in considerazione la numerosità della scolaresca e la percentuale di allievi stranieri già inseriti, valutando integrazioni pregresse di alunni non italofoni per non appesantire il lavoro di compagni e insegnanti
4.   Scegliere, possibilmente, le sezioni meno problematiche, tenendo presenti le situazioni particolari (handicap, alunni svantaggiati, altro…) in esse presenti
5.   Considerare (per la scuola primaria) le ore di compresenza del team docente

B.   LA PRIMA CONOSCENZA


Oltre agli aspetti amministrativi, occorre raccogliere sull'alunno una serie d'informazioni di merito che consentano di adottare decisioni adeguate sui percorsi che devono essere attivati.

COMMISSIONE ACCOGLIENZA- IL CONSIGLIO DI CLASSE /IL TEAM INSEGNANTI:
·   Effettua tempestivamente un colloquio con la famiglia per la ricostruzione della storia personale (scheda biografica), se necessario, alla presenza di un mediatore linguistico-culturale.
·   Raccoglie una serie d'informazioni sul ragazzo, sul suo percorso scolastico, sulla sua biografia linguistica
·   Compila il QUADERNO  DELL'INTEGRAZIONE
Inoltre:
·   Facilita la conoscenza della nuova scuola
·   Favorisce l'integrazione nella classe dell'alunno straniero, affiancandogli un compagno come tutor, e promovendo attività in piccoli gruppi
·   Rileva i bisogni specifici d'apprendimento
·   Elabora percorsi didattici di L2
·   Individua modalità di semplificazione o facilitazione linguistica per ogni disciplina

MATERIALI (fotocopiabili) a disposizione dei docenti
·   Scheda di ascolto
·   Schede di rilevazione del comportamento linguistico e relazionale degli alunni stranieri
·   Schema della classificazione delle competenze secondo il quadro di riferimento europeo per le lingue moderne
·   Indicazioni metodologiche per favorire l'apprendimento degli alunni neoarrivati
·   Prove di ingresso (tradotte in alcune lingue) per diverse classi
·   Libri, schedari, quaderni operativi, dizionari e dizionari illustrati, CD con materiali didattici ecc.



C.   INSERIMENTO NELLA CLASSE

Fra l'atto formale dell'iscrizione e l'effettivo inserimento in classe intercorre un lasso di tempo (max. 1 settimana) che permette di curare l'inserimento stesso (colloquio, test d'ingresso, scambio di informazioni, preparazione della classe, ....).
L'insegnante coordinatore, preventivamente contattato dal Referente Stranieri dell'Istituto, provvede a informare tutti i componenti dell'equipe/Consiglio di Classe del nuovo inserimento. L'insegnante in servizio accoglie il nuovo alunno e lo presenta la classe.  
L'apprendimento e lo sviluppo della seconda lingua da parte degli alunni stranieri è al centro dell'azione didattica e prevede risorse e modificazioni nelle modalità organizzative e "adattamento dei programmi" , come indica la normativa .
L'alunno non italofono o non ancora sufficientemente italofono non è generalmente un alunno incompetente su tutto ma si trova, per qualche tempo, in una situazione nella quale non ha le parole per dire, comunicare la sua competenza scolastica, disciplinare.
Da un punto di vista più precisamente didattico i docenti individuano in ogni ambito disciplinare, specialmente nelle prime fasi di inserimento scolastico, attività e temi che possono essere trattati con forti riferimenti al contesto e al concreto, con approcci operativi e attivi che accompagnino l'uso delle parole e diano l'occasione di esprimere abilità già possedute e di proseguire nell'apprendimento. Il Consiglio di Classe e/o l'équipe pedagogica può altresì prevedere un percorso individualizzato che contempli la temporanea esclusione dal curriculum di alcune discipline che presuppongano una più specifica competenza linguistica. In loro luogo verranno predisposte attività di alfabetizzazione o consolidamento linguistico.Quando sarà possibile affrontare i contenuti delle discipline curriculari, essi dovranno essere opportunamente selezionati, individuando i nuclei tematici irrinunciabili, e semplificati.
A seconda di casi particolari, il Consiglio di Classe della Scuola Secondaria di Primo Grado, può preferire di non obbligare l'alunno figlio d'immigrati a studiare una seconda lingua straniera.
Inoltre gli Istituti della Rete annualmente sono in grado di attivare, sia attingendo a risorse professionali ed economiche interne, sia mediante accordi e convenzioni con enti locali, associazioni, altre scuole del territorio percorsi individualizzati o per gruppi come:
1.   Progetti accoglienza alunni stranieri di vari livelli
2.   Progetti accoglienza alunni stranieri -supporto allo studio-
3.   Attività interculturali
4.   Progetti Supporto ASL per minori stranieri in particolari difficoltà
5.   Progetti promossi dalle Amministrazioni Comunali
6.   Percorsi di Integrazione

FONTI DI FINANZIAMENTO DEI PROGETTI
Sono fonti di finanziamento:
·   contributi stanziati dai Comuni della Rete, C.S.A.,  Conferenza Sindaci del Veneto Orientale, Enti vari,
·   contributi stanziati dalle scuole della Rete,
·   finanziamenti reperibili in corso di progettazione ('ENTI vari, Unione Europea, Fondi Europei, sponsor privati, associazioni che aderiscono in corso d'anno).


RISORSE PROFESSIONALI, STRUTTURALI E STRUMENTALI MESSE A DISPOSIZIONE DELLA RETE  PER L'ACCOGLIENZA E L'INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI:

Nel quadro del piano dell'attività della rete:
I COMUNI mettono a disposizione:
·   Supporto organizzativo degli Uffici competenti;
·   Singole professionalità (Mediatori culturali, Assistenti Sociali, Operatori Sociali)
·   Servizi di trasporto e mensa agli alunni;
·   Finanziamenti ;
·   Risorse strumentali e strutturali.
Le SCUOLE mettono a disposizione:
·   Supporto organizzativo, amministrativo gestionale
·   Singole professionalità (Dirigenti Scolastici, Docenti, D.S.G.A., Assistenti Amministrativi,…);
·   Finanziamenti
·   Risorse strumentali e strutturali.
Altri SOGGETTI firmatari della convenzione di rete mettono a disposizione:
·   Singole professionalità:
·   Risorse finanziarie, strumentali e strutturali.

C.   LE COMMISSIONI INTEGRAZIONE ( supporto al P.O.F.)

·   Le commissioni rappresentano gli Istituti e saranno composte dal Dirigente scolastico, dalla Funzione Strumentale Stranieri e da alcuni docenti (rappresentanti di plesso e di area didattica)
·   Le competenze delle commissioni hanno carattere consultivo, gestionale e progettuale
·   Le commissioni si riuniscono per progettare, all'interno di ogni singolo Istituto, azioni comuni, per monitorare i progetti esistenti, per operare un raccordo tra le diverse realtà
·   L'elezione di una funzione strumentale e l'istituzione formale di un gruppo di lavoro, come articolazione del Collegio dei docenti, segnala l'impegno dell'Istituto nel campo dell'integrazione ed evidenzia l'assunzione collegiale di responsabilità
·   La Commissione viene nominata dal Collegio dei Docenti di ciascun Istituto, che è periodicamente informato delle scelte e delle procedure e approva proposte e progetti.
·   La Commissione è composta da almeno un insegnante per ogni ordine di Scuola rappresentata (es. nelcaso di Istituto Comprensivo è opportuno che ci sia un insegnante per la Scuola dell'Infanzia, uno per la Scuola Primaria, uno per la Scuola Secondaria di 1°grado, oppure uno studente per le Scuole secondarie di Secondo Grado)
·   La Commissione diffonde e cura il monitoraggio del Protocollo di accoglienza che richiede, durante vari momenti dell'anno scolastico, una puntuale verifica della sua corretta applicazione in tutte le classi.



COMPOSIZIONE   COMPITI   INCONTRI
·   Dirigente scolastico·   Insegnanti (uno per plesso negli I.C.)·   Funzione strumentale    ·   Consultivi e progettuali·   Monitoraggio dell'esistente·   Visione e cernita dei materiali scaricati da Internet·   Scelta dei testi da acquistare·   Stesura di indicazioni metodologiche per favorire l'apprendimento della lingua dello studio.·   Predisposizione materiali vari didattici e/o operativi.·   Stesura di un elenco di atteggiamenti e comportamenti impliciti richiesti dagli insegnanti    Almeno 5 incontri di 2h in un anno, a commissione costituita.

C.   LA SECONDA LINGUA COMUNITARIA

Nelle discipline obbligatorie della scuola secondaria di primo grado rientrano l'insegnamento della lingua inglese (mediamente per tre ore settimanali) e di una seconda lingua comunitaria (mediamente per due ore settimanali). Nel caso di alunni stranieri iscritti al primo anno della secondaria di primo grado o che, pur inseriti negli ultimi anni della medesima scuola, abbiano una buona conoscenza di una lingua comunitaria(spagnolo, tedesco o francese), il percorso di studi procederà come da norma.
Nel caso, invece, di  alunni stranieri iscritti negli ultimi due anni  della secondaria di primo grado e che non abbiano una buona conoscenza di una seconda lingua comunitaria, il percorso individualizzato deve tenere conto che l'ITALIANO, che l'alunno sta acquisendo, costituisce già di per sé la seconda lingua comunitaria prevista. A seconda di casi particolari, quindi, il Consiglio di Classe della Scuola Secondaria di Primo Grado, può preferire di non obbligare l'alunno figlio d'immigrati a studiare una seconda lingua straniera.


C.     VALUTAZIONE

Vista la normativa vigente ( DPR 275/99; DPR 394/99; L. 53/03) e le "Linee guida per l'accoglienza e l'integrazione degli alunni stranieri" si conviene che il Consiglio di Classe e/o l'équipe pedagogica che ha seguito l'alunno formuli il giudizio in relazione ai percorsi individualizzati e agli obiettivi raggiunti dall'alunno. Nella valutazione si prenderanno in considerazione il percorso dell'alunno, i passi realizzati, gli obiettivi possibili, la motivazione e l'impegno e, soprattutto le potenzialità di apprendimento dimostrate.
A seconda della data di arrivo dell'alunno straniero e/o dalle informazioni sulle sue abilità e conoscenze scolastiche raccolte dall'equipe pedagogica e/o dal mediatore linguistico, potranno essere espressi:
NEL GIUDIZIO ANALITICO ( ovvero negli spazi riservati alle discipline) enunciati standard, a seconda delle fasi di apprendimento e/o inserimento
NEL GIUDIZIO GLOBALE con un testo standard relativo a :
rapporti con coetanei e adulti (socializzazione)
rispetto regole comuni            (comportamento)
partecipazione alle attività
apprendimento
Il Consiglio di Classe e/o l'équipe pedagogica può altresì prevedere un percorso individualizzato che contempli la temporanea esclusione dal curriculum di alcune discipline che presuppongano una più specifica competenza linguistica. In loro luogo verranno predisposte attività di alfabetizzazione o consolidamento linguistico.Quando sarà possibile affrontare i contenuti delle discipline curriculari, essi dovranno essere opportunamente selezionati, individuando i nuclei tematici irrinunciabili, e semplificati in modo da permettere almeno il raggiungimento degli obiettivi minimi previsti dalla programmazione.
Nel caso che gli alunni stranieri abbiano una buona conoscenza di una lingua straniera (inglese o francese), essa, almeno in un primo tempo, potrà essere utilizzata come lingua veicolare per l'acquisizione dei contenuti e l'esposizione degli stessi, previa la predisposizione di opportuni materiali.
Si ricorda che la valutazione del I quadrimestre può anche non essere espressa in quanto l'alunno si trova nella fase di accoglienza, mentre nel II quadrimestre deve essere necessariamente formulata perché costituisce la base per il passaggio o meno alla classe successiva.


C.   L'ESAME DI STATO

Nella Circolare n. 28 Prot. 2613 del 15 marzo 2007 relativa esame di Stato, conclusivo del primo ciclo di istruzione, al punto 6. Alunni con cittadinanza non italiana si afferma che "Una particolare attenzione merita la situazione di molti alunni con cittadinanza non italiana la cui preparazione scolastica può essere spesso compromessa da un percorso di studi non regolare e dalla scarsa conoscenza della lingua italiana. Nelle linee guida predisposte da questo Ministero e trasmesse con circolare n. 24 del 1 marzo 2006, nel rammentare che il superamento dell'esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione è condizione assoluta per il prosieguo del corso di studi, si fornivano, in proposito, indicazioni per mettere in atto ogni misura di accompagnamento utile agli alunni stranieri per conseguire il titolo finale.  Pur nella inderogabilità della effettuazione di tutte le prove scritte previste per l'esame di Stato e del colloquio pluridisciplinare, le Commissioni vorranno considerare la particolare situazione di tali alunni stranieri e procedere ad una opportuna valutazione dei livelli di apprendimento conseguiti che tenga conto anche delle potenzialità formative e della complessiva maturazione raggiunta." Le disposizioni ministeriali precedenti affermavano che la valutazione deve basarsi su parametri individuali e considerare i progressi in relazione a singolo alunno.
La Rete ritiene giusto che la scuola pretenda progressi, che non si accontenti di una conoscenza dell'italiano indispensabile per comunicare, ma pretenda anche quello che serve per studiare, tuttavia gli studi dimostrano che una persona impiega tre-quattro anni per padroneggiare completamente una lingua, inoltre  le prove dell'esame di licenza rappresentano il momento finale di un percorso e devono accertare il possesso delle competenze essenziali.
Il Protocollo di Rete, pertanto dispone di:
·   Far effettuare prove d'esame "a ventaglio" o "a gradini" che individuino il livello della sufficienza e i livelli successivi.
·   Offrire prove, in particolare per quanto riguarda la lingua italiana, di contenuto "ampio" in modo che ogni alunno possa trovare la modalità di elaborazione più adeguata alle sue competenze.
·   Far sostenere prove d'esame differenziate nel caso di alunni stranieri inseriti negli ultimi due anni della scuola secondaria di primo grado, previa relazione dettagliata del Consiglio di Classe contenente:
- il percorso scolastico dell'alunno
- gli obiettivi minimi previsti per gli alunni stranieri che hanno seguito percorsi didattici personalizzati
- le prove d'esame che si intendono somministrare (congrue alla programmazione svolta)
- i criteri essenziali per la conduzione del colloquio in relazione al candidato e alla  programmazione attuata.
·   Per gli alunni quindicenni o maggiori che, essendo arrivati negli ultimi mesi di scuola, non sono in grado di sostenere significativamente un esame di licenza…………………………………………………………………………………………….




                                            D. LA COLLABORAZIONE CON IL TERRITORIO


Per promuovere la piena integrazione dei ragazzi nel contesto sociale e per realizzare un progetto educativo, la scuola ha bisogno delle risorse del territorio, della cooperazione con servizi, associazioni ecc., ma in primo luogo della collaborazione con l'Amministrazione comunale per costruire una rete d'intervento che favorisca una cultura dell'accoglienza e dello scambio culturale.


LA RETE SCOLASTICA:·   Attiva collaborazioni con l'Amministrazione locale ( Amministrazione Comunale, Conferenza Sindaci Veneto Orientale, Provincia, Regione) per costruire percorsi comuni di formazione ed ottenere fondi investibili negliIstituti.·   Collabora con la RUE SANDONATESE ·   Contatta le associazioni di volontariato che operano sul territorio per realizzare esperienze didattiche nella zona·   Contatta l'ASL nei casi di minori stranieri in situazioni di disagio scolastico e non·   Unisce le Commissioni Accoglienza e Integrazione di ogni Istituto·   Coordina le scuole del territorio ( Istituti Comprensivi, Secondarie di secondo grado del Distretto e CFP) ·   Collabora con le altre RETI del VENETO ORIANTALE per una progettualità condivisa e lo scambio di informazioni all'interno del territorio stessoUlteriori compiti:·   Valuta gli interventi dei mediatori linguistici·   Organizza la realizzazione dei progetti di Istituto·   Elabora i progetti per ottenere finanziamenti·   Stila la bibliografia necessaria per l'acquisto dei testi·   Divulga aggiornamenti e materiali, relativi all'integrazione scolastica di alunni non italofoni, da Internet




In specifico la RETE stabilisce la necessità di :

1.   Nei rapporti con le Amministrazioni Comunali
·   Favorire attività di raccolta e di circolazione di informazioni, di sensibilizzazione, l'attivazione di una rete tra le scuole e i servizi coinvolti
·   Creazione di luoghi di accoglienza estivi che preparino l'accesso effettivo nella scuola.
·   Creazione sul territorio di Centri di aggregazione giovanile
·   Incontri sistematici con i referenti di Istituto e/o gli insegnanti coinvolti nella realizzazione dei corsi di alfabetizzazione delle singole scuole aderenti al protocollo di Rete al fine di rilevare eventuali elementi di criticità.
2.   Nei rapporti con Conferenza Sindaci Veneto Orientale
·   interventi in area linguistica, prioritariamente rivolti al primo inserimento degli alunni stranieri, che si integrano con le attività didattiche svolte a scuola; interventi interculturali; interventi mirati all'integrazione di minori e donne straniere
·   Incontri con i dirigenti scolastici e/o i referenti di Istituto, al fine di rilevare elementi di criticità e i bisogni emergenti utili per la progettazione dell'intervento per il successivo anno scolastico.

3.   Nei rapporti con Provincia Di Venezia ( Ufficio Istruzione)
·   interventi di mediazione interculturale, con l'obiettivo di promuovere e agevolare l'integrazione del bambino straniero all'interno della classe (attraverso un confronto interculturale) e sostenere il rapporto tra il corpo docente e la famiglia straniera;
·   formazione dei docenti e creazione di strumenti di lavoro nell'ambito dell'intercultura.
·   Incontri con i dirigenti scolastici e/o i referenti di Istituto, al fine di rilevare elementi di criticità e i bisogni emergenti utili per la progettazione dell'intervento per il successivo anno scolastico.
4.   Nei rapporti con Regione Veneto / Italia Lavoro
·   Risorse aggiuntive finalizzate ad un intervento didattico mirato, qualitativamente e quantitativamente consistente e che consenta processi integrativi e di socializzazione all'istituzione scolastica e al gruppo dei pari.
·   Creazione di poli di prima alfabetizzazione che funzionando per l'intera durata dell'a.s. offrano agli alunni di recente immigrazione una possibilità di alfabetizzazione intensiva e momenti strutturati di socializzazione all'ambiente scolastico.
·   Incontri con i dirigenti scolastici e/o i referenti di Istituto, al fine di rilevare elementi di criticità e i bisogni emergenti utili per la progettazione dell'intervento per il successivo anno scolastico.
5.   Nei rapporti con le A.S.L.
·   contatti  frequenti tra Referenti di Rete e dell'A.S.L., in modo da poter seguire passo passo gli alunni ed affrontare tempestivamente eventuali problemi.

6.   Nei rapporti R.U.E. San Dona' di Piave
·   formazione dei docenti e creazione di strumenti di lavoro nell'ambito dell'intercultura.
·   Incontri con i dirigenti scolastici e/o i referenti di Istituto, al fine di rilevare elementi di criticità e i bisogni emergenti utili per la progettazione dell'intervento per il successivo anno scolastico.

7.   Nei rapporti con Comitato Del Veneto Orientale per L'Immigrazione
·   collaborazione concreta a favore di una reale integrazione culturale degli alunni stranieri tramite interventi qualificati di volontariato attivo.
8.   Nei rapporti con CTP del Territorio
·   Creazione di poli di prima alfabetizzazione per adulti che funzionando per l'intera durata dell'a.s. offrano a uomini e donne di recente immigrazione una possibilità di alfabetizzazione intensiva e momenti strutturati di socializzazione all'ambiente scolastico


9.  
Nei rapporti con la RETE PORTOGRUARESE
·    realizzare momenti di studio, elaborazione e verifica di modelli organizzativi didattici ed educativi che diano risposta alle nuove esigenze della scuola come comunità educante e come istituzione, anche in ragione delle mutate esigenze dell'utenza,
·   Creare strumenti comuni di accoglienza e di informazione
·   garantire lo scambio e la circolazione delle esperienze realizzate dalle scuole relative all'accoglienza e all'alfabetizzazione degli alunni stranieri.
·   Incontri sistematici con i referenti di Istituto e/o gli insegnanti coinvolti nella realizzazione dei corsi di alfabetizzazione delle singole scuole aderenti al protocollo di Rete al fine di rilevare eventuali elementi di criticità.



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